Le ragioni dell'economia - Archipelago

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LE RAGIONI DELL'ECONOMIA

Malesia, Vietnam, Cambogia, Indonesia, Corea del Sud, Singapore e non solo……, anche le Filippine, fanno parte di questi paesi definiti chiave nel gruppo Asean (Association of South-East Asian Nations) tanto interessante è lo sviluppo di detti paesi, che gli Stati Uniti insieme ad altre economie forti hanno deciso di puntare moltissimo proprio sul mercato economico del sud-est asiatico per i prossimi decenni.

Al di là dello storico legame con gli Stati Uniti, l’economia delle Filippine, a dispetto di una devastante crisi in Europa, cresce sempre di più, tanto che il New York Times ha usato parole cosi lusinghiere da descrivere e paragonare le Filippine ad un nuovo paradiso economico finanziario.

I dati, del resto,parlano da soli: nel primo trimestre del 2013 l’economia filippina è cresciuta del 6,4 per cento (addirittura più dell’ultimo trimestre 2012), un successo che si è ripetuto nel corso di tutto l’anno, fino ad arrivare ad un +7.4% finale, il dato migliore di tutta la zona ASEAN, per assestarsi al 6,8% nel 2014. Nel primo trimestre del 2015 il trend sta già al 6,9%.

Esperti economisti sostengono che il trend di segno positivo continuerà a mantenersi in un intervallo tra il 5,5% ed 6,5% per almeno altri 5 anni.

L’inflazione rimane controllata in un intervallo tra il 2,5% ed il 3,2% mentre la disoccupazione rimane bloccata attorno al 6%

Goldman Sachs ha incluso le Filippine fra le prossime 11 emergenti economie mondiali, attribuendole la 39ª posizione nel mondo e la 5ª fra le economie dell’Asia, con la prospettiva, sempre secondo Goldman Sachs, del raggiungimento al 16º posto assoluto entro il 2050.

Quest’anno la Borsa di Manila ha fatto segnare livelli record in Asia e lo scorso luglio la moneta filippina, il peso, ha raggiunto il suo valore massimo nei confronti del dollaro negli ultimi quattro anni. Non a caso, lo scorso giugno, le importazioni hanno fatto segnare un +13,3%.

Ma al di là dei dati economici, le Filippine sono in forte crescita anche per altri fattori ed in particolare quelli umani.

La popolazione cresce quasi del 2% ogni anno e, soprattutto, il 61% di essa è potenziale forza lavoro, ossia ha un’età che varia tra i 15 e i 64 anni, succede cosi che mentre i vicini asiatici tendono ad invecchiare , le Filippine si rivelano più giovani avendo il 65% della popolazione sotto i 35 anni, ne consegue infatti, una forza lavoro sempre più giovane e competitiva.

L’economia prodotta dagli emigranti filippini, (circa 10 milioni) che sono occupati un po’ in tutti i paesi del mondo ove vi sia sviluppo economico e/o condizioni di impiego interessanti dal punto di vista del reddito, es. lavori in miniera (nel Corno d’Africa) come sulle navi cargo e da crociera, ecc., comportano un volume di rimesse che si attesta attorno i 20 miliardi di dollari, solo 10 anni fa erano meno della metà.

La lingua inglese, ampiamente parlata nelle Filippine, aiuta non poco la sua forza lavoro, oltre il 90% della popolazione infatti è in grado comunicare eccellentemente in inglese, di conseguenza, il basso costo del lavoro permette agli investitori di avere una manovalanza conveniente ed un sistema di comunicazione corretto a tutti i livelli.

Associato a quanto sopra dobbiamo registrare una seria ed efficiente attività anticorruzione,da parte degli ultimi due Presidenti della Nazione, attività supportata anche da altre alte figure dello stato, questo comporta un segnale di maturità e coscienza nel progresso del paese, segnale che sarà da indicatore nella considerazione degli investitori stranieri spesso frenati proprio dal timore della corruzione.
© by Luigi Albano
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